LE PROBLEMATICHE LEGATE AL LINGUAGGIO (CONFERENZA DEL PROF. SCARANTINO)

Scritto da imbimbo mauro. Inserito in LETTURE E APPROFONDIMENTI FILOSOFICI

L'argomentazione è un insieme di discorsi che producono CONVINZIONE e
PERSUASIONE negli individui (per persuasione si intende la capacità di far
credere agli altri un qualcosa di falso). Queste due sono strettamente legate; la
convinzine porta alle "credenze" mentre la persuasione alle "azioni".
L'argomentazione nasce dal pensiero filosofico occidentale e quindi da autori
come Pascal, Rousseau, Kant, Perelman, Preti ecc ecc, che pongono una
distinzione tra la DOXA ( persuasione ) e l' ALETHEIA ( convinzione ).

-CONVINZIONE:
La validità del discorso e la sua efficacia riposano sul riconoscimento delle
strutture di verità del discorso, ossia sulla sua "COGENZA RAZIONALE".
Le strutture classiche della dimostrazione sono il sillogismo e le dimostrazioni
matematiche. il funzionamento della Convinzione può essere descritto facendo
ricorso alla mozione di uditorio e in particolare di "UDITORIO UNIVERSALE"

-DISCORSO DIMOSTRATIVO:
Si rivolge a un pubblico universale e in questo si presentano soltanto evidenze
necessarie come quelle matematiche o percettive. Il discorso razionale è
indipendente dalla soggettività indeterminata del pubblico a cui si rivolge.
La dimostrazione non sempre produce persuasione. Il giornalista William
Bernbach infatti diceva " Because an appeal makes logical sense is no garatee
that it will work" ( anche se un argomento ha un senso logico, non è garantito che
questo funzioni ).
La formazione delle credenze razionali entra nella sfera volitiva contribuendo a
plasmarla, nonostante tutto non la esaurisce affatto. La persuasione infatti
richiede "sentimenti" e "atteggiamenti valutativi" che la convinzione non richiede.
Facile dedurre che quindi questa sia indispensabile.
Perché vi sia persuasione occorre qualcosa di più della necessità logica occorre
infatti agire sul piano emotivo ( stato d'animo ). Per compiere un' azione non
basta una descrizione dei suoi possibili effetti ma un' intenzionalità che spinga a
passare all' azione.

-IL DISCORSO PERSUASIVO:
Possiede "riferimenti pragmatici e emotivo-valutativi, mirati a stabilire
un'adesione tra i partecipanti al discorso". L'auditorio questa volta però è limitato
e antropologicamente qualificato ( per sesso, città, grado di cultura ecc ecc )

La distinzione tra convenzione e persuasione è una distinzione tra funzionalità
comunicative. Si tratta di categorie formali o analitiche. Charles Stevenson diede una definizione di definizioni persuasive. Egli spiegò
che queste " permettono di coniugare in una sola espressione giudizi apofantici
( V/F ) e giudizi di valore". Permettono infatti di descrivere qualcosa integrando
nelle descrizioni un valore che le connota axiologicamente. Il messaggio
persuasivo, tagliando fuori il piano della credenza razionale, diviene
manipolatorio.

-DISCORSO RETORICO O DI PROPAGANDA:
E' un discorso che produce un emozione. Si mantiene il portato valutativo di
determinati significati e lo si associa a un nuovo oggetto.

Perchè e quando funziona ?

1) L'effetto di paralogismo e' neutralizzato da dinamiche emotive, ossia di
appartenenza a un gruppo sociale.
2) Teoria delle generazioni: nozione di " comunità emozionale ".
3) Fondazione emozionale della socialità.
4) Funziona perchè si ha un riconoscimento all'interno di un gruppo.

La strategia è quella di creare un "mondo", un " dramma " attorno al prodotto, del
quale, i destinatari del messaggio si sentono personaggi. Il dramma ci propone
quindi una " way of life ", uno stile di vita.
La formazione della credibilità è legata a una gerarchia di potere sociale che non
ha niente a che vedere con la competenza o la cognizione di causa.

-L' IMMAGINE:

L'immagine si crea dalla stima, il valore, le qualità che si attribuiscono a un
personaggio pubblico. Può essere definita come un tipo di struttura comunicativa
in cui l'intersoggettività nasce da dinamiche di partecipazione e posizionamento
sociale.
Vi sono alcuni determinati procedimenti che portano alla formazione di un
personaggio:

1) Riduzione di elementi caratteristici.
2) Formazione di uno "stigma" con cui la persona viene identificata.
3) L'immagine fissa i caratteri e il ruolo di una persona all'interno della dinamica
degli scambi sociali.


Francesco Sità e Tommaso Nuti - CLASSE 4° F

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