FSE - Orientamento formativo e ri-orientamento - Mi metto in gioco: una valorizzazione di genere nelle STEM

Scritto da Stefano Degl'Innocenti. Inserito in PON

2999 del 13/03/2017 - FSE - Orientamento formativo e ri-orientamento 

Mi metto in gioco: una valorizzazione di genere nelle STEM


“Mi metto in gioco” è un invito, rivolto in particolare alle studentesse, a considerare in maniera più consapevole e informata il proprio futuro formativo e professionale nell'ambito delle STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), discipline alle quali troppo spesso e talvolta precipitosamente si attribuiscono un'eccessiva difficoltà e una bassa spendibilità sul mercato del lavoro (a tal proposito, invece, secondo recenti statistiche il comparto lavorativo affine alle STEM è mediamente caratterizzato da livelli di occupabilità maggiori e stipendi medi più alti).
Come emerge dai dati del RAV (Rapporto di Auto Valutazione), nel nostro istituto la preparazione fornita agli studenti in ambito scientifico per affrontare i percorsi universitari è di ottimo livello, anche grazie alle ampie dotazioni della scuola in termini di laboratori e strumentazioni.
Ciononostante si constata che nel nostro Liceo solo circa la metà degli studenti sceglie di proseguire gli studi nell’area delle STEM e si tratta di ragazzi: se si considera la componente femminile la percentuale scende infatti a circa il 30%. In continuità e in collegamento con le attività del PTOF della scuola nell'ambito dell'orientamento e auto-orientamento, questo progetto si propone l’obiettivo di sviluppare una consapevolezza (saper essere) e un approfondimento dei saperi (sapere e saper fare) in ambito scientifico al fine di accrescere le possibilità di accesso alle facoltà di area scientifica con una particolare attenzione alla parità di genere.
Il progetto si articola su due anni in 5 moduli da 30 ore destinati agli studenti del secondo biennio e quinto anno del nostro istituto, con una quota del 60% riservata alle studentesse proprio nell’ottica di una promozione delle pari opportunità. Il modulo “Mi metto a fuoco” ha lo scopo di rafforzare le capacità di auto-orientamento e di riflessione di ragazze e ragazzi sulla propria storia di vita e sugli elementi che concorrono a determinare certe scelte (di studio, lavorative, ecc.), attraverso un percorso focalizzato su un’indagine conoscitiva che riguarda le storie di vita di personaggi femminili che lavorano o hanno lavorato in ambito tecnologico e scientifico.
Con i moduli “Matematica: accetto la sfida” e “Fisica: accetto la sfida” si mira a rinforzare in studentesse e studenti autostima e sicurezza nell’affrontare prove selettive in ambito matematico o fisico, a potenziare le capacità di autovalutazione delle proprie attitudini per favorire l’orientamento consapevole nella scelta del successivo percorso di studi. Infine nei moduli “Faccio fisica” e “Faccio scienze” saranno presentati problemi e situazioni di apprendimento analoghi a quelli che sono all’interno dell’università e nell’ambito della ricerca, in un contesto laboratoriale reale che consenta agli studenti e alle studentesse di avere un’idea precisa delle caratteristiche di un percorso universitario e del tipo di competenze richieste per affrontarlo.
Il progetto ha come tratto caratteristico l’utilizzo di una didattica attiva e laboratoriale. Per favorire l'apprendimento degli studenti saranno impiegate metodologie innovative quali ad esempio le storie di vita, lo storytelling, i gruppi di ascolto, il cooperative learning, il learning by playing, elementi di gamefication, il learning by doing.
La progettazione dei percorsi è avvenuta in collaborazione con vari soggetti operanti sul territorio: la Proforma Soc. Coop. e il Dipartimento di Matematica U. Dini, il Dipartimento di Chimica e OpenLab dell'Università di Firenze.
L'attuazione del progetto prevede i contributi del Dipartimento di Matematica, OpenLab e il Dipartimento di Fisica e Astronomia che mettono a disposizione le loro strutture. Infine il Comune di Firenze ci ha concesso il suo supporto nelle fasi di promozione e diffusione.
Si prevedono come impatti:
  1. un aumento degli studenti del Liceo che dopo il diploma decidono di seguire percorsi formativi e professionali all'interno di un contesto affine alle STEM, in particolare della quota femminile;
  2. un rafforzamento del ruolo del nostro Liceo all'interno della comunità educante;
  3. un incremento e un'intensificazione dei rapporti tra la nostra scuola e altri soggetti operanti sul territorio.